Tomba François
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GLI AFFRESCHI DELLA TOMBA FRANÇOIS TORNANO A VULCI

 

La Tomba François di Vulci è uno dei più celebri monumenti etruschi, scoperta nella città dell’antica Etruria nel 1857 da Alessandro François, che le diede il nome. Si tratta di un grandioso sepolcro ipogeo scavato nella roccia, all’interno del quale furono sepolti gli appartenenti alla famiglia dei Saties, illustri esponenti dell’aristocrazia di Vulci. Il complesso è articolato in sette camere funerarie disposte intorno all’atrio e al tablino, che costituiscono un unico grande vano centrale a forma di “T” rovesciata.

Ma la caratteristica più sorprendente della tomba è la ricchissima decorazione ad affresco, asportata nel 1863, a pochi anni dalla scoperta, per iniziativa del Principe Torlonia, proprietario del terreno in cui fu rinvenuta la tomba. Dopo un primo intervento di restauro, gli affreschi furono conservati a Roma, sempre in proprietà privata, prima al Museo Torlonia in Via della Lungara e successivamente a Villa Albani, dove si trovano ancora oggi. Alla fine degli anni Venti del Novecento Raniero Mengarelli e Ugo Ferraguti rinvennero alcuni frammenti di intonaco pertinenti alle pareti dell’atrio, successivamente confluiti nelle collezioni del Museo Archeologico di Firenze. La decorazione era inoltre corredata dal volto a rilievo di Caronte, che ornava il lacunare del Tablino.

 Temporaneamente, in occasione della mostra Eroi etruschi e miti greci. Gli affreschi della Tomba François tornano a Vulci, è stato possibile ammirare l’intero ciclo pittorico, montato su pannelli e posto all’interno di una fedele ricostruzione della tomba, nella splendida cornice del Castello della Badia, sede del Museo Archeologico. E’ invece sempre possibile visitare l’ipogeo, che si trova all’interno del bellissimo Parco Naturalistico Archeologico di Vulci, sede di imponenti strutture archeologiche e di scenari naturalistici di grande fascino.

Ma torniamo agli affreschi, che interessavano tutte le pareti degli ambienti aperti sull’asse longitudinale. La parte alta era caratterizzata  da fregi a festone al di sotto dei quali, ma solo nell’atrio, si sviluppava una fascia con gruppi di animali, reali e fantastici, che combattono tra loro. Il fregio principale, si sviluppava al di sopra di uno zoccolo di colore rosso ed era caratterizzata da una narrazione continua nonostante la presenza delle porte di accesso alle celle funerarie. Il tema principale che lega le vicende narrate è la contrapposizione tra accadimenti tragici e negativi, come le storie di Aiace e Sisifo, e quelle più positive, anche se tragiche anch’esse, di Anfiarao e Cassandra.

Sulla parete di fondo destra dell’atrio troviamo Vel Saties, fondatore della tomba, vestito con una tunica riccamente dipinta, che sta per trarre gli auspici dal volo di un uccello trattenuto con una corda dal piccolo Arnza. Sulla parete opposta Nestore, saggio consigliere vissuto durante la Guerra di Troia e Fenice, educatore di Achille.

Ai lati dell’accesso al tablino i fratelli Eteocle e Polinice che si uccidono a vicenda e la cattura di Cneve Tauchunies Rumach (forse si tratta di Tarquinio Prisco, quinto re di Roma).

Sulla parete lunga destra si sviluppano le imprese degli eroi etruschi mentre sulla parete opposta è raffigurata l’uccisione, da parte di Achille, dei prigionieri troiani in onore della memoria di Patroclo. Qui compaiono i due demoni etruschi Charun, dalla pelle blu, rappresentato con un lungo martello e Vanth dalle ali variopinte. Si crede che il gesto dei Greci che uccidono i Troiani sia da assimilare idealmente agli etruschi che sconfiggono i Romani, considerati discendenti dei Troiani.

Il messaggio della tomba sarebbe un richiamo all’unità del popolo etrusco contro il comune nemico, Roma.

I fregi pittorici della Tomba hanno caratteristiche stilistiche straordinarie. Lo stesso Alessandro François scrisse nel suo resoconto sulla scoperta che le pitture gli ricordavano “i bei tempi del Botticelli e del Perugino”. E solo i nomi in etrusco posti accanto alle figure lo convinsero che erano  opere antiche e non rinascimentali. Effettivamente la resa plastica dei corpi, i movimenti fluidi e le lumeggiature sui volti ne fanno un preziosissimo esempio di pittura etrusca, unico nel suo genere.

[Cinzia Folcarelli]

Nestore, Tomba François, ala sinistra, parete sud-est, 0.91 x 1.50 m

Vel Saties e suo figlio Arnth, Tomba François, ala destra, parete nord-est, parte sinistra, 0.82 x 1.365 m

 

Eroi etruschi e miti greci. Gli affreschi della Tomba François tornano a Vulci, Vulci, Castello della Badia, fino al 31 Dicembre 2004, orari: martedì - domenica ore 9.00 - 17.00, lunedì chiuso, visite guidate all’Ipogeo compresa nel biglietto d’ingresso ai dipinti, visita al Parco di Vulci con biglietto d’ingresso ridotto, catalogo Edizioni Cooperativa Archeologica, per informazioni tel. 0766 89298, www.vulci.it

Per approfondire:

Eroi Etruschi e Miti Greci. Gli affreschi della Tomba François tornano a Vulci, catalogo della mostra a cura di Anna Maria Moretti Sgubini, Edizioni Cooperativa Archeologica, Firenze, 2004

“Forma Urbis. Itinerari nascosti di Roma Antica”, anno IX, N. 1, Gennaio 2004

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